STORIA DEL GRANDUCATO HOTEL E VILLE NEL GRANDUCATO DI TOSCANA
 
Annessione Nel 1569 la Toscana divenne un GRANDUCATO.
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Storia del Granducato di Toscana "la Regione piu Bella d'Italia"
Fino dal 1421, i Medici ebbero la Signoria della Toscana, prima col
titolo di DUCHI, poi con quello di GRANDUCHI, titolo sovrano,
quest'ultimo, che, appunto nel 1569, fu istituito dal papa Pio V,
appositamente per Cosimo de' Medici (1389-1464), al quale, come
Granduca, spettava il titolo di Altezza Serenissima.
Costui, ricchissimo, fu chiamato "il Vecchio" e fu un abilissimo
politico.
Alla sua morte gli successe il figlio Piero, detto il "Gottoso"
(1416-1469) uomo colto e raffinato, ed anch'egli abile politico.
Alla morte di quest'ultimo, il potere passò ai figli Lorenzo (1449-1492),
che poi si guadagnò l'appellativo di "Lorenzo il Magnifico" e
Giuliano.
Nel 1478 i due fratelli caddero in un agguato a S.Maria del Fiore
e mentre Giuliano veniva ucciso, l'altro riuscì a salvarsi.
Lorenzo dopo varie peripezie rafforzò la sua posizione: a Firenze
modificando gli statuti, e in Italia con nuove alleanze ed amicizie e
l'acquisto di vari territori quali Pietrasanta, Sarzana e Pancaldoli.
Anche la sua attività letteraria fu vasta e notevole ed a lui si deve
molto merito per avere favorito il passaggio dalla lingua latina
al volgare.
Di successione in successione, i Medici mantennero il potere
fino al 1737, anno in cui estintasi la famiglia, il Granducato passò
a Francesco di Lorena e, salito questi al trono d'Austria, alla linea
cadetta Lorena-Austria.
Nel 1796 la Toscana fu occupata da Napoleone e per sua volontà,
nel 1801, il Granducato divenne Regno di ETRURIA e fu assegnato
a Lodovico I di Borbone, Infante di Spagna a cui successe la
moglie Maria Luisa che governò per conto del figlio Re di Etruria
Carlo Lodovico.
Il Regno di Etruria rimase a favore dei Principi spagnoli fino al 1807,
epoca nella quale fu incorporato all'Impero francese che vi costituì
i dipartimenti dell'Arno, dell'Ombrone e del Trasimeno.
Nel 1809 Napoleone ripristinò il Granducato, nominando Granduchessa
di Toscana la sorella Elisa Baciocchi - Principessa di Lucca e Piombino -
e ad essa rimase sino al 1814, anno in cui lo riebbe Ferdinando III.
A costui, nel 1824, successe Leopoldo II (la cui statua è possibile
vedere anche nella piazza del Duomo a Pietrasanta), il quale nel 1848
elargì la costituzione, ma dovette cedere il potere ad un governo
provvisorio, rifugiandosi a Gaeta.
Rientrò in Toscana l'anno successivo (1849) ed abolì la costituzione.
Nell'anno 1859 la popolazione insorse, chiedendo l'alleanza col
Piemonte. Il Granduca Leopoldo II non accettò le proposte del
Piemonte e fu costretto a partire. Il governo provvisorio quindi,
proclamò l'annessione al Piemonte.
Nello stesso anno la Toscana fu occupata dai francesi e ne venne
stabilita la restituzione ai Lorenesi.
L'Assemblea nazionale, però, manifestò la volontà di far parte del
Regno d'Italia decidendo di dichiarare decaduta la casa
Asburgo-Lorena.
Di questa decisione, sul piedistallo della statua a Leopoldo II
esistente a Pietrasanta, è riportata la seguente iscrizione:
L'ASSEMBLEA TOSCANA
-- DICHIARA CHE LA DINASTIA AUSTRO-LORENESE LA QUALE
NEL 27 APRILE 1859 ABBANDONAVA LA TOSCANA SENZA IVI
LASCIAR FORMA DI GOVERNO, E RIPARAVA NEL CAMPO NEMICO,
SI E' RESA ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILE CON L'ORDINE E
LA FELICITA' DELLA TOSCANA;
-- DICHIARA CHE NON VI E' MODO ALCUNO PER CUI TALE
DINASTIA POSSA RISTABILIRSI, E CONSERVARSI SENZA OLTRAGGIO
ALLA DIGNITA' DEL PAESE, E SENZA OFFESA AI SENTIMENTI DELLE
POPOLAZIONI, SENZA COSTANTE E INEVITABILE PERICOLO DI
VEDERE TURBATA INCESSANTEMENTE LA PACE PUBBLICA, E
SENZA DANNO D'ITALIA;
-- DICHIARA CONSEGUENTEMENTE NON POTERSI NE' RICHIAMARE,
NE' RICEVERE LA DINASTIA AUSTRO-LORENESE A REGNARE DI
NUOVO SULLA TOSCANA.
ESEMPIO AI POPOLI, ED AI REGNANTI.
E, nell'anno 1860, la Toscana decise di annettersi al Regno d'Italia,
cessando così di essere Granducato.
Annessione Granducato di Toscana Storia Origini e Fine
A Pochi km da Lido di Camaiore Fra i centri della costa versiliese, Forte dei Marmi, è forse quello più rinomato, più elegante, per tradizione frequentato da scrittori, artisti, personaggi dello spettacolo e dello sport. Dopo Marina di Pietrasanta proseguiamo la litoranea verso nord tra ininterrotte strutture balneari. Una strada piacevole da percorrere anche nei mesi invernali fra il mare e le pinete: dietro la macchia mediterranea vediamo stagliarsi massicce le Alpi Apuane.
Dopo il Parco della Versiliana, un bosco di circa 80 ettari con la omonima villa costruita dallo scrittore Renato Fucini nel 1886, in cui soggiornò anche D'Annunzio e oggi sede di manifestazioni culturali, oltrepassiamo il fosso Fiumetto e arriviamo al Forte. Questo territorio era una zona paludosa per lo più disabitata, infatti, la cittadina di Forte dei Marmi si è espansa, a partire dal XVI secolo, attorno al pontile dove venivano caricati i marmi che scendevano dalle cave di Seravezza e di Stazzema tramite la strada tracciata da Michelangelo per volere di papa Leone X. Il pontile d'imbarco e il magazzino per il marmo, voluto da Cosimo dei Medici nel 1618 e ancora in parte visibile sulla Strada Provinciale, furono per lungo tempo i soli edifici presenti.
Il granduca di Toscana Pietro Leopoldo fece proteggere questo luogo d'attracco con un fortilizio costruito nel 1788. La piazza del centro, piazza Garibaldi, si sviluppa, infatti, intorno a questa piccola fortezza difensiva, purtroppo assai manomessa, che ha dato il nome alla città. E' nel corso del '700, e grazie alle bonifiche leopoldine, che Forte dei Marmi inizia a popolarsi di pescatori, contadini e operai del marmo. L'espansione di questa zona, oltre all'industria dei marmi, si deve comunque al turismo che, verso la fine dell'800, iniziò a svilupparsi. Si crearono così le condizioni affinché Forte dei Marmi, distaccato da Pietrasanta, divenisse comune autonomo nel 1914. Da allora, malgrado le difficoltà incontrate soprattutto durante la seconda guerra mondiale quando si fermò qui la Linea Gotica, la città ha continuato a sviluppare la sua vocazione turistica, già avviata nel periodo più spensierato della belle époque.
In questo periodo il Forte divenne, infatti, luogo di villeggiatura di industriali, intellettuali e aristocratici. Raggiunse il suo più alto splendore durante gli anni '60 quando di nuovo fu prescelto come dimora estiva delle famiglie italiane più prestigiose. Il centro abitato è strutturato intorno al consueto impianto ortogonale che si dilata poi nella pineta. Le tante ville, alcune di notevole interesse architettonico, sono inserite in una fitta struttura verde di parchi e giardini. Da vedere, nell'area chiamata Roma Imperiale, la villa Ravano in via Nizza, del 1930 e il villino, un tempo di Carlo Carrà. La villa Apuana decorata da Adolf von Hildebrand è in via Morin, così come la villa Vittoria progettata da Giovanni Michelucci nel 1937. Da vedere inoltre la villa Agnelli, oggi Hotel Augustus, con il sottopassaggio che porta direttamente in riva al mare e la Capannina di Franceschi il locale notturno più antico d'Italia inaugurato nel 1929. Consigliamo inoltre una passeggiata lungo il pontile del Forte, dove in ogni stagione, a tutte le ore del giorno e della notte, possiamo respirare e assaporare il profumo e l'energia del mare.
Info APT della Versilia: tel. 0584.80091
COME ARRIVARE - In auto: da Genova, autostrada A12 direzione Sud, uscita Versilia. Forte dei Marmi è a 2 km dall'autostrada. Da Firenze, autostrada Firenze Mare (A11), uscita Viareggio e poi S1 fino a Forte dei Marmi. Distanza dall'autostrada 12 km circa. - In treno: dalla stazione ferroviaria di Firenze collegamenti con cambio a Pisa, tempo di percorrenza 2 ore circa. Dalla stazione ferroviaria di Genova collegamenti diretti, tempo di percorrenza 2 ore circa. - In aereo: aeroporto Galileo Galilei di Pisa a 25 km da Forte dei Marmi.
MANIFESTAZIONI Camaldoli Luglio-settembre: Festival Internazionale della satira Fine agosto: Festa di Sant' Ermete Luglio e agosto: Summer Jazz'n Forte, rassegna di musica jazz Agosto: Mostra nazionale antiquaria Fine giugno, inizio agosto: Campionato italiano di beach soccer