| |
La mostra vuole celebrare il grande
artista fiorentino a cinquant’anni dalla morte, ripercorrendo tutte
le tappe della sua intensa e multiforme attività e proponendone,
per la prima volta, una lettura a tutto tondo, che ricapitola i significativi
passaggi dalla grande decorazione alla pittura, dalla ceramica all’arte
vetraria e al lavoro per il teatro. Dalla fine del XIX secolo a metà
del XX Galileo Chini ha rappresentato in Italia l’artista capace
di affrontare le grandi superfici rinnovando la decorazione parietale
e sviluppando un linguaggio nuovo, ispirato al virtuosismo decorativo
dell’Art Noveau e soprattutto della Secessione viennese; all’estero,
e nel Siam in particolare, dove soggiornò alcuni anni tra il 1911
e il 1914, rappresentò la summa di arte occidentale e di decorativismo
orientaleggiante.
La mostra si divide in settori tematici. A testimonianza dei grandi temi
decorativi dipinti da Chini tra l’inizio del secolo e gli anni quaranta,
verranno presentati cartoni preparatori, studi e bozzetti che illustrano
le fasi di lavoro dell’artista e anche alcuni esemplari significativi
di decorazioni originarie realizzate per le Biennali del 1907 e del 1920,
che danno l’idea della grande forza comunicativa dell’artista
e della felicità delle scelte artistiche di Galileo Chini.
L’esposizione comprenderà poi una sezione dedicata alla pittura,
che prenderà in esame la sua produzione dagli esordi preraffaelliti
e simbolisti della fine del XIX secolo alle ultime struggenti tele di
sapore espressionista.
Un posto di rilievo sarà dedicato alla produzione di Chini, che
ha avuto come tema il Siam, realizzata durante il soggiorno dell’artista
in quella terra.
Di grande suggestione sarà, inoltre, la sezione dedicata all’arte
della ceramica, arte praticata da Chini fin dalla giovinezza presso la
bottega fiorentina di famiglia e che rappresenta uno degli esiti più
alti di quest’arte applicata nell’ambito italiano dell’inizio
del XX secolo.
Un ulteriore spazio sarà dedicato all’attività di
illustratore di Chini e comprenderà alcuni dei più significativi
manifesti realizzati per eventi culturali, manifestazioni e rappresentazioni,
anche teatrali.
Infine, si esporranno bozzetti e maquette per scenografie teatrali, realizzate
in numero cospicuo tra gli anni venti e i trenta, che testimoniano una
frenetica e appassionata attività anche in questo campo, in cui
spesso Chini associa il suo lavoro alla musica di Giacomo Puccini.
Il catalogo, a cura di Electa, corredato da oltre duecento illustrazioni
a colori delle opere presenti in mostra, comprenderà una serie
di saggi, curati oltre che da Fabio Benzi e da Mariastella Margozzi, anche
da alcuni importanti studiosi di Chini, quali Gilda Cefariello Grosso
per la ceramica, Matteo Fochessati per la decorazione di interni, Paola
Pallottino per l’illustrazione, Piero Pacini per l’ultimo
periodo di attività dell’artista, nei quali verranno puntualizzati
i vari aspetti della multiforme attività di Galileo Chini.
Exhibitions of year 2004/2005
Queen Gallery Bangkok
Galileo Chini e i Colori dell'Oriente
11/09/2004 - 11/11/2004
Manifestazione curata dall'ambasciata italiana a Bangkok e da Chulalongkorn University Bangkok
Sponsorizzata da:Thai Ceramic Co., Ltd., Asia-Europe Studies Programme (TRF), Kinnaree Foundation, Magic Productions Co., Sittiphol Phanich Ltd, Aree Aphiluck Co., Areechai Woodtech
Galleria d'arte moderna in Roma
dal 16/1/2004 al 08/02/2005
Esposizione dei pannelli realizzati dall'artista nel 1914 per la Biennale di Venezia
Info
Per informazioni relative alle manifestazioni
For information about events
Paola Chini (nipote dell'artista - artist's nephew)
Email: chinipaol@tiscali.it
|
Prenotazioni Hotel - Hotel Booking
Email: info@clubipini.com
|
You may never have heard of a Florentine called Galileo Chini, nor seen any of his works, but you have witnessed the effects of his talent all over the country. In the early part of this century, Chini was largely responsible for introducing the art nouveau style into Italy (where it is usually referred to as "Liberty"). He founded a ceramics factory that created colorful objects which soon made their way into thousands of homes, he painted canvases that were hung in museums ranging from the Uffizi to Rome's Modern Art Gallery, and he designed sets for his close friend Puccini. Chini's stage designs for Turandot are the epitome of the Liberty style; perhaps because of them he was asked to fresco the Royal Palace of the King of Siam. Chini lived in the Orient for two years. When he returned to Italy he built a vacation retreat in Versilia and called it Villa Chini. Its large sunny rooms, delightful ornamentation and century-old park were the height of luxury. Today that villa is a family-run hotel called Albergo Club I Pini, and you can stay there on your next holiday. For now, spend a few moments enjoying our own gallery of the works by Galileo Chini.
|
|